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Preferenze

Focus sul ciclista italiano Fabio Aru

Fabio Aru è un ciclista da corsa italiano nato il 3 luglio 1990 in Sardegna.
Avendole permesso di conoscere tutto sul Team Qhubeka Assos, è ora di guardare più in dettaglio i suoi principali corridori. Quindi, in questa occasione, vi portiamo un focus sullo scalatore italiano Fabio Aru.

Chi è Fabio Aru?

Fabio Aru è considerato un climber: il suo campo preferito è quindi la montagna.

Dove alcuni corridori hanno imparato a pedalare prima di poter camminare, Fabio Aru ha iniziato a pedalare su strada solo a 18 anni. Ed è stato solo dopo aver compiuto 15 anni che ha deciso di provare il ciclismo attraverso la mountain bike e il ciclocross, discipline in cui ha gareggiato per la prima volta nella categoria junior.

Tra il 2009 e il 2012 ha corso come dilettante nella categoria under 23, dove ha vinto rapidamente alcune gare come il Giro della Valle d'Aosta o la Toscana-Terre de Cyclisme, che lo hanno portato ad essere contattato da diverse squadre professionali, tra cui l'Astana, che corre nel World Tour.

La sua carriera professionale

Nel 2012 ha quindi scelto di unirsi al team di Astana. Alla sua prima gara da professionista, il Tour of Colorado, è arrivato secondo in una tappa, confermando tutto il suo potenziale.

Nel 2013, per la prima volta nella sua carriera, è entrato nella squadra

Nel 2013, per la sua prima partecipazione al Giro d'Italia, ha indossato la maglia bianca di miglior giovane per 4 giorni prima di perderla, malato per diversi giorni. Nella tappa 20, ha permesso a Vincenzo Nibali di andare a vincere il suo primo Giro d'Italia.

Nel 2014, mentre doveva essere un compagno di squadra di lusso per Michele Scarponi, si è trovato spinto a capo della squadra dopo che il suo compagno ha perso ogni possibilità di vittoria assoluta nella prima tappa di montagna. Nonostante la pressione sulle spalle, andrà a conquistare la sua prima tappa e primo podio al Giro d'Italia.
Poche settimane dopo, viene annunciato come leader al Tour di Spagna durante il quale vincerà due tappe prima di finire quinto assoluto, confermando tutte le speranze riposte in lui dalla sua squadra e dai giornalisti.

Il 2015 è stato l'anno della conferma per Fabio Aru che, dopo aver vinto due tappe, essere arrivato secondo in classifica e aver preso la migliore maglia bianca per giovani al Giro d'Italia, ha vinto anche il suo primo gran tour alla Vuelta Espana.

L'anno successivo, il 2016, affrontò per la prima volta il Tour de France, dove finì 13° assoluto dopo essersi ammalato durante l'ultima settimana di gara. Con solo una vittoria di tappa nel Critérium du Dauphiné e un sesto posto nella corsa su strada olimpica, è stata una stagione poco brillante quella conclusa per Fabio Aru.

Nel 2017 ha dovuto rinunciare a partecipare al Giro in seguito ad una caduta tre settimane prima della partenza. Si è poi concentrato sul Tour de France, che avrebbe iniziato con la maglia di Campione d'Italia su strada, un titolo che aveva vinto pochi giorni prima. In questa centesima edizione del Tour de France, riuscì a vincere una tappa alla Planche des Belles Filles e a indossare la maglia gialla per due giorni ma, indebolito dalla bronchite, alla fine sarebbe arrivato quinto assoluto prima di doversi accontentare di un tredicesimo nella Vuelta.

Nel 2018 ha lasciato Astana per il Team UAE Emirates. Annunciato come degno successore di Vincenzo Nibali nel ciclismo italiano, da quella stagione si è comportato male soprattutto a causa di problemi fisici.

Nel 2020 sarà il primo corridore a raggiungere la Vuelta

Nel 2020 è riuscito comunque a raggiungere alcuni piazzamenti nei primi 10 in gare come la Mont-Ventoux Dénivelé Challenges e il Tour de l'Ain, suggerendo un ritorno alla forma. È stato nominato compagno di squadra di Tadej Pogacar nel Tour de France ma ha dovuto rinunciare durante la nona tappa, in grande difficoltà.

Durante l'inverno 2020/2021, si è piazzato decimo nel campionato italiano di ciclocross al suo ritorno alla disciplina.

Alla fine del contratto con la sua squadra, e dopo due anni senza risultati, ha firmato nel 2021 con la squadra sudafricana Qhubeka Assos nella speranza di rilanciarsi e tornare al suo miglior livello che gli aveva permesso di vincere le sue gare migliori.

Il suo record professionale di corse su strada

Campione italiano su strada nel 2017

Tour de France:

  • 1 vittoria di tappa nel 2017
  • Migliore piazzamento complessivo: 5° nel 2017

Tour of Italy:

  • 3 vittorie di tappa (1 nel 2014, 2 nel 2015);
  • Vincitore della classifica di Miglior Giovane Cavaliere nel 2014;
  • Migliore classifica generale: 2° nel 2015.

Tour della Spagna:

  • 2 vittorie di tappa nel 2014;
  • Vincitore assoluto nel 2015;

Gare a tappe principali:

  • Critérium du Dauphiné: 1 vittoria di tappa (2016).

Ora sa tutto quello che deve sapere su Fabio Aru. Che ne dice di fare lo stesso con Giacomo Nizzolo, Sergio Henao, Domenico Pozzovivo, Simon Clarke o Victor Campenaerts?

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